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Abbazia di Staffarda: viaggio tra i segreti di un’abbazia cistercense del Piemonte

da Rita F.
4 commenti
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Sei pronto a scoprire i segreti di una splendida abbazia con radici molto antiche?

Sei nel luogo giusto: stai per entrare in un mondo lontano e per iniziare la visita all’Abbazia di Staffarda, un maestoso complesso medievale fondato dai monaci cistercensi.

L’abbazia sorge in una tranquilla pianura del Piemonte, è immersa tra il verde dei campi coltivati e l’ombra del Re di Pietra, il Monviso.

La visita all’Abbazia di Santa Maria di Staffarda è un’idea per una gita da Torino, da Cuneo e dalle Langhe, da cui dista circa un’ora.

In questo articolo troverai curiosità, foto, immagini, informazioni per visitare al meglio l’Abbazia di Staffarda, per arrivare e parcheggiare, indicazioni sui prezzi e orari delle visite.


INDICE

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Abbazia di Staffarda, immagine del chiostro

Prima di tutto, cos’è un’abbazia?

Il termine “abbazia” indica una comunità autonoma di religiosi, di almeno dodici persone secondo la regola di San Benedetto, la cui massima carica è rappresentata dall’abate. Il termine “abbazia” indica anche l’insieme degli edifici che appartengono alla comunità, come la chiesa, la foresteria e i magazzini.

Abbazia di Staffarda: un po’ di storia

L’Abbazia di Santa Maria di Staffarda risale al 1200 quando il Marchese Manfredo I di Saluzzo donò i terreni ad una comunità di monaci cistercensi.

I monaci cistercensi di Staffarda seguivano la regola benedettina e si dedicavano alla preghiera ed al lavoro manuale. A seguito del dono ricevuto iniziarono immensi lavori di bonifica e trasformarono gli acquitrini in campi rigogliosi, costruirono poi le cascine, le abitazioni per i contadini, il mercato e gli edifici religiosi.

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Abbazia di Staffarda, il borgo di Staffarda prima dell’arrivo

Durante il XII e XIII secolo l’Abbazia di Staffarda diventò un centro religioso ed agricolo molto importante in cui si svolgevano mercati e fiere di grande richiamo.

Dopo un lento declino, nel 1690 proprio qui accadde un evento tragico, la battaglia di Staffarda. Si scontrarono le truppe austro-piemontesi di Vittorio Amedeo II di Savoia e quelle del Re di Francia Luigi XIV. L’esercito piemontese fu sconfitto e contò un elevato numero di morti e prigionieri, l’Abbazia di Staffarda venne saccheggiata e subì gravi danni, tra cui la distruzione di una parte del chiostro e del magnifico porticato.

Nel 1750 il papa Benedetto XIV, con una bolla pontificia, affidò l’ Abbazia di Staffarda all’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, attuali proprietari.

Abbazia di Staffarda: la visita all’abbazia


Dopo aver lasciato la strada principale e imboccato un viale ombreggiato è comparso davanti a me un tranquillo borgo di campagna formato da cascine, porticati, magazzini ed edifici religiosi veri e propri.

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Lungo il viale alberato verso Staffarda

La visita all’Abbazia di Staffarda inizia con l’ingresso alla biglietteria e da qui direttamente nel chiostro. Da questo momento parte il cammino nella storia e nella quiete del monastero.

Il chiostro è in stile gotico, i muri sono di colore rosso scuro e al centro un giardino curato. All’inizio dell’estate sbocciano i fiori delle piante di hosta e tutto si tinge di lilla, è un momento particolare per visitare l’abbazia.

Il chiostro è coperto da un porticato su due lati, gli archi hanno un aspetto molto elegante e sono sorretti da una doppia fila di colonnine bianche.
Mentre camminavo e proseguivo il percorso ogni arco faceva da cornice ad una vista sempre diversa.

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Abbazia di Staffarda, il chiostro
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Abbazia di Staffarda, il chiostro

Sui lati del chiostro si aprono le porte che conducono alle varie zone dell’abbazia: il refettorio, il laboratorio, la sala Capitolare e la Chiesa.

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Abbazia di Staffarda, l’interno della chiesa a cui si accede dal chiostro

Il refettorio è un’ampia sala di forma rettangolare, suddivisa dalle colonne in tre sezioni, dove i monaci mangiavano e ascoltavano sermoni. Su una parete rimane una traccia di un affresco che probabilmente rappresentava “L’ultima cena”, immagino dovesse essere un dipinto davvero ben fatto.

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Abbazia di Staffarda, i resti del dipinto “L’ultima cena” nel refettorio

A seguire si apre il laboratorio in cui i monaci svolgevano i lavori manuali, è collocato a sud perché quella era una delle aree meno fredde del complesso.

Da un altro lato del chiostro si accede alla sala Capitolare, il luogo in cui si riunivano i religiosi per eleggere l’abate (la carica più importante dell’abbazia), per discutere di teologia, per parlare dell’andamento del lavoro della comunità e per leggere ogni giorno un “capitolo” della regola monastica (da cui il nome della stanza, indicata anche come “Capitolo”).

Nel cortile si trova la foresteria, uno stabile dove si riposavano durante il viaggio i pellegrini diretti oltralpe, il mercato coperto con un bellissimo soffitto a volte e le cascine.

Abbazia di Staffarda: visita alla Chiesa di Staffarda

Dal chiostro si accede alla chiesa, dedicata a Santa Maria, formata da tre navate con volte a vela e grandi pilastri a forma di croce.
Se a prima vista sembra tutto armonioso, in realtà, la costruzione si distingue per le asimmetrie: sono diversi i volumi e la posizione dei pilastri, le finestre, i capitelli, ogni elemento è unico e studiato.

Gli interni sono austeri e senza affreschi, nel rispetto dello stile dei cistercensi.
I monaci cistercensi, infatti, costruivano strutture semplici con materiali naturali a vista senza utilizzare immagini di Dio e dei santi.

Gli unici decori presenti all’interno della chiesa sono bande rosse e bianche di mattoni che adornano i pilastri e le volte; questi motivi in realtà donano immediatamente carattere e originalità a tutto l’ambiente e li ho molto apprezzati.

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Abbazia di Staffarda, l’alternarsi di mattoni bianchi e rossi come unica forma di decorazione



All’interno c’è una sola raffigurazione, un grande sole splendente sull’azzurro dell’abside, che non risale al periodo della costruzione ma è stato aggiunto più tardi.

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Abbazia Santa Maria di Staffarda, il sole nell’abside è l’unica raffigurazione presente in chiesa



In chiesa si distinguono tre opere di pregio:

  • la pala d’altare in legno e dipinta con ricami dorati, realizzata da Pascale Oddone, un pittore piemontese della prima parte del ‘500;
  • un gruppo di sculture lignee della crocifissione, al centro il crocifisso ed ai lati le statue della Madonna e San Giovanni, attribuito ad uno scultore tedesco e risalente sempre alla prima parte del ‘500;
  • appoggiato ad un pilastro uno splendido pulpito in legno scuro a cui si accede con una scala elicoidale.
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Abbazia Santa Maria di Staffarda: la pala d’altare di Pascale Oddone

Una curiosità sull’Abbazia di Staffarda: la colonia di pipistrelli

All’interno di un piccolo locale dell’Abbazia di Staffarda, che nel passato era l’unico ad essere riscaldato, ogni anno torna una colonia di pipistrelli.
Verso aprile arrivano più di mille femmine per partorire, rimangono fino ad ottobre quando volano via di nuovo. Le femmine si ricordano del luogo in cui sono nate e, nel tempo, ritornano per dare alla luce i propri piccoli.
E’ una delle colonie di pipistrelli più numerose in Italia.

Abbazia di Staffarda come arrivare e dove si trova

L’Abbazia di Staffarda si trova in Piazza Roma n 2, a Staffarda, una frazione del comune di Revello, in provincia di Cuneo.

Potrai parcheggiare facilmente proprio davanti all’Abbazia di Staffarda, il parcheggio è gratuito.

L’Abbazia è a metà strada tra Torino e Cuneo, dista circa un’ora da Torino e tre quarti d’ora da Cuneo.

Qui Google maps con l’Abbazia di Staffarda già impostata come punto di arrivo, ti basterà inserire la località di partenza e verificare il tragitto migliore.

Abbazia di Staffarda orari di apertura

L’Abbazia di Staffarda è aperta al pubblico dal martedì alla domenica ed è chiusa il lunedì.

Orari dell’Abbazia di Staffarda:

09.00-12.30 e 13.30-17.00 (orario invernale)
09.00-12.30 e 13.30-18.00 (orario estivo)
Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.

Abbazia di Staffarda: prezzi di ingresso e sconti

Il prezzo del biglietto d’ingresso è di euro 6,50.

Il biglietto ridotto costa euro 4,50 ed è riservato a gruppi di più di venti persone, TouringClub, ragazzi tra 19 e 26 anni, dipendenti Ministero Difesa con tesserino.

Il biglietto costa euro 3,50 per le scolaresche, persone over 65, possessori tessera FAI, ragazzi tra 11 e 18 anni.

L’ingresso è gratuito per chi possiede l’Abbonamento Musei Torino Piemonte, per i minori di anni 11, per disabili, per chi ha tessera I.C.O.M.

Ad ogni visitatore è consegnata un’audioguida gratuita.

Esiste anche un Biglietto unico Tesori Mauriziani che comprende l’accesso alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, all’Abbazia di Staffarda e alla Precettoria di S. Antonio di Ranverso: intero euro 18 e ridotto euro 13 (minori di 18 anni, over 65 e gruppi).

Si organizzano visite guidate su prenotazione per i gruppi.

Per avere più informazioni per la visita, controllare gli orari di apertura in tempo reale e per i contatti lascio il sito dell’Abbazia di Staffarda.

Per concludere non mi resta che augurarti buona visita alla sorprendente Abbazia di Staffarda!


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4 commenti

Domenica 17 Novembre 2020 - 09:17

Ciao Rita… Un articolo ben fatto e dettagliatissimo.

Mi hai fatto venire voglia di andarci!

A presto, Mimì

Rispondi
Rita F. 17 Novembre 2020 - 16:26

Grazie mille! Anche per me è stata una scoperta magnifica, poi è un luogo vicino a zone molto turistiche, merita davvero una deviazione!

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Valentina 20 Novembre 2020 - 15:54

Complimenti Rita, un altro articolo ben scritto, ricco di informazioni utili, nonché di curiosità (interessante la colonia di pipistrelli femmina che partorisce proprio qui). Comunque ho scoperto questa abbazia grazie a un tuo post su Instagram e sono contenta di aver scoperto qualche informazione in più leggendo questo tuo blogpost.

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Eliana 29 Novembre 2020 - 20:35

Adoro le abbazie e spesso le visito: sono tutte diverse e tutte raccontano una storia antica e intricata. Nel mio territorio ce ne sono molte, noto con piacere anche in Piemonte. Mi piacerebbe proprio visitarla, sembra davvero molto ricca!

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